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Passaggi di primavera 2026

Passaggi di primavera 2026

Il mio capolavoro

Il mio capolavoro

8 Maggio 2026 | ore 20:00
Spettacolo teatrale

E’uno spettacolo teatrale, che porta in scena la vita straordinaria di Margherita Sarfatti, intellettuale, critica d’arte e amante di Benito Mussolini. Attraverso un racconto intenso e appassionato, lo spettacolo esplora la complessa relazione tra Sarfatti e il Duce, mostrando il suo ruolo cruciale nella costruzione del mito fascista, ma anche le sue lotte interiori e il distacco finale dal regime. Lei vide in Benito Mussolini un uomo rozzo, grezzo, ma con un potenziale straordinario. Decise così di “plasmarlo”, come fosse una delle sue opere d’arte, facendo di quest’opera un capolavoro: il suo capolavoro.
La pièce mette in luce il genio e la vulnerabilità di una donna che, pur nell’ombra del potere, cercò di affermare potentemente la propria autonomia e visione artistica.

Note di regia
Ho costruito la regia su azioni semplici, essenziali, come pietre posate una dopo l’altra:
pochi gesti necessari, perché sia la parola a fare spazio e a ferire.
Le immagini in video mapping non sono un ornamento: sono drammaturgia, materia viva che incide, commenta, contraddice, e talvolta “testimonia”.
La ricerca visiva nasce anche dall’ascolto di installazioni di artisti contemporanei, dove l’opera non illustra ma interroga, e l’assenza pesa quanto la presenza.
Il testo dialoga con Spettri di Ibsen e con L’istruttoria di Peter Weiss: due architetture morali, due camere d’eco in cui la colpa diventa voce.
In scena, ciò che vediamo è lo spettro di Margherita Sarfatti, restituito alla luce non per essere assolto, ma per essere guardato senza indulgenza.
È sottoposta a un processo vero, popolato dagli spettri del suo passato: giudice, pubblico ministero, difesa, testimoni, e un pubblico che non è mai neutrale.
La scena diventa un’aula e insieme un interno mentale: ogni domanda è un chiodo, ogni risposta una crepa che si allarga.
La parola si muove come una prova, e il video mapping la segue, la anticipa, la smentisce: non decora, incalza.
Il racconto si dipana come un vortice: assorbe biografia, mito, potere, arte e li restituisce in frammenti, fino a lasciare soltanto il vuoto che brucia.
E quando tutto sembra comporsi, lo spettacolo sceglie la sua ultima verità: scomparire,

Di Susanna Mameli
Con Marta Proietti Orzella
Produzione Anfiteatro Sud 2026

E’uno spettacolo teatrale, che porta in scena la vita straordinaria di Margherita Sarfatti, intellettuale, critica d’arte e amante di Benito Mussolini. Attraverso un racconto intenso e appassionato, lo spettacolo esplora la complessa relazione tra Sarfatti e il Duce, mostrando il suo ruolo cruciale nella costruzione del mito fascista, ma anche le sue lotte interiori e il distacco finale dal regime. Lei vide in Benito Mussolini un uomo rozzo, grezzo, ma con un potenziale straordinario. Decise così di “plasmarlo”, come fosse una delle sue opere d’arte, facendo di quest’opera un capolavoro: il suo capolavoro.
La pièce mette in luce il genio e la vulnerabilità di una donna che, pur nell’ombra del potere, cercò di affermare potentemente la propria autonomia e visione artistica.

Note di regia
Ho costruito la regia su azioni semplici, essenziali, come pietre posate una dopo l’altra:
pochi gesti necessari, perché sia la parola a fare spazio e a ferire.
Le immagini in video mapping non sono un ornamento: sono drammaturgia, materia viva che incide, commenta, contraddice, e talvolta “testimonia”.
La ricerca visiva nasce anche dall’ascolto di installazioni di artisti contemporanei, dove l’opera non illustra ma interroga, e l’assenza pesa quanto la presenza.
Il testo dialoga con Spettri di Ibsen e con L’istruttoria di Peter Weiss: due architetture morali, due camere d’eco in cui la colpa diventa voce.
In scena, ciò che vediamo è lo spettro di Margherita Sarfatti, restituito alla luce non per essere assolto, ma per essere guardato senza indulgenza.
È sottoposta a un processo vero, popolato dagli spettri del suo passato: giudice, pubblico ministero, difesa, testimoni, e un pubblico che non è mai neutrale.
La scena diventa un’aula e insieme un interno mentale: ogni domanda è un chiodo, ogni risposta una crepa che si allarga.
La parola si muove come una prova, e il video mapping la segue, la anticipa, la smentisce: non decora, incalza.
Il racconto si dipana come un vortice: assorbe biografia, mito, potere, arte e li restituisce in frammenti, fino a lasciare soltanto il vuoto che brucia.
E quando tutto sembra comporsi, lo spettacolo sceglie la sua ultima verità: scomparire,

INGRESSO A PAGAMENTO

8 Maggio 2026 | ore 20:00
Spettacolo teatrale

Di Susanna Mameli
Con Marta Proietti Orzella
Produzione Anfiteatro Sud 2026

Botteghino

Prenotazione On-line:

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