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Tavolo 19

Tavolo 19

In fase di produzione

Di e con: Lunella Cherchi
Musiche:  Alessio Sanna
Aiuto regia: Susanna Mannelli
Produzione: Botti du Shcoggiu
Genere: Teatrodanza
Durata: 25 minuti

IL PROGETTO
Come prima di morire, si dice che si veda tutta la vita passarci davanti.
Essere quella vita e guardarla dall’ intimità di un buco della serratura della città di Napoli – Tutto e niente al ritmo di una donna-marionetta che inesorabilmente ride nel pianto.
Questo corpo implode in sequenze di immagini della propria esistenza senza poterle arrestare, fino alla salvezza di tornare sinceramente bambina, prima di svanire nell’ altrove.

Tavolo 19 vuole essere un sentito elogio all’ ascolto del ricordo. Ci domandiamo cosa succede prima della morte, se è vero che si veda velocemente tutta la vita passata, come un masso inarrestabile in discesa.
La scena si apre in un video d’ archivio autobiografico dove, una donna-marionetta, rappresentata nei presepi Napoletani, risale i vari appuntamenti dei propri ricordi che la attendono in città. Imbattendosi tra gli opposti ed i contrasti di Napoli e della sua vita in ogni attimo, significato, forma e somiglianza, implode tutto e niente sino alla comune fine, la salvezza di tornare bambini prima di morire.
Tutto e niente trattiene il focus sul vissuto invece che sul raccontato.

Una scena origine che lentamente muta ed evolve, muovendosi in una sequenza di immagini autobiografici fino alla sua massima realizzazione dell’inquadratura tipo – l’intimità scorta dal buco di una serratura, apre alla compulsiva dinamica della vita qualunque- mente Nostra.

L’ idea cresce da una sincera passeggiata nella città di Napoli, ove il continuo nutrimento di così tanta sacra autenticità, scandita dal tempo a tratti fermo, lascia spazio dentro Noi la seduttiva ed invadente malinconia dei giorni che furono e che non sono mai stati, la sprezzante passione del vivere, gli affanni, i lutti, le risa e i pianti.

Il suono della città che tuona e ci richiama ai nostri adempimenti, riconsegnandoci brutalmente alla vita presente e passata.

Una voce nel vuoto, ove tutti noi, seduti allo stesso tavolo, teneri e compiacenti, ridiamo nel pianto sotto il Divino.

Dove l’empatia nasce dentro noi? Grazie a quale sussulto o elaborante motivazione, monta e viene creandosi al rinvenire di un qualche scaturito ricordo sedato?

Si può forse alimentare curiosità e catturare attenzione su un singolo preciso particolare della performance, cumulando tutto ciò in circolare e solidale empatia?

Cerchiamo di svuotare importanza al protagonismo e all’intrattenimento per scovare il senso effimero, asciutto e totalizzante di unione organica delle arti.

Contatti organizzazione:
Riziero Moretti
Cell. 3479054753
e-mail: riziero.moretti@gmail.com